IL LIVELLO EQUIVALENTE
Consente di esprimere un giudizio sulle potenzialità nocive o disturbanti di un rumore perché ne considera l'apporto energetico durante la sua durata.
Il termine di ponderazione approssima la risposta in frequenza dell'udito. Essendo infatti il nostro apparato uditivo diversamente sensibile a suoni caratterizzati da una differente composizione in frequenza, viene utilizzato convenzionalmente questo filtro che simula tale risposta. La scelta di questo indicatore, oltre ad essere espressamente indicato dalle normative di riferimento, dipende dal fatto che esso tiene conto del contenuto energetico totale del rumore, nel tempo di misura scelto. Il livello equivalente può essere visto come quel livello di pressione sonora costante contenente la stessa energia del segnale di rumore variabile prodotto nello stesso intervallo di tempo dalla sorgente in esame; l'unità di misura del LAeq è il dB(A). La natura "energetica" di questo parametro implica che la somma di due livelli equivalenti non corrisponda alla somma algebrica ma riguardi la somma logaritmica.
In base ai riferimenti normativi nazionali, si scegli come tempo di riferimento per la stima dei livelli sonori il periodo diurno (6.00 22.00) e notturno (22.00 06.00). Il tempo di riferimento (TR) rappresenta il periodo della giornata all'interno del quale si eseguono le misure. I rilievi di rumorosità devono tenere conto delle variabilità sia dell'emissione sonora delle sorgenti che della loro propagazione.
La misura può essere eseguita o per integrazione continua o con tecnica cosi detta di campionamento. Nel primo caso il valore di LAeq,TR viene ottenuto misurando il rumore ambientale durante l'intero periodo di riferimento, con l'esclusione eventuale degli intervalli in cui si verificano condizioni anomale non rappresentative del fenomeno in esame, nel secondo il valore LAeq,TR viene calcolato come media dei valori del livello continuo equivalente di pressione sonora ponderata "A" relativo agli interventi del tempo di osservazione (T0)i ovvero:


dove (T0)i rappresenta il tempo di osservazione.
La normativa italiana prevede che siano utilizzati descrittori sia per definire i limiti riferiti al livello sonoro di una specifica sorgente sia per definire il livello complessivo dell'insieme delle sorgenti. L'evoluzione degli approcci normativi, comunitari e nazionali, richiede però che la quantificazione dei livelli sonori debba essere distinta per tipologia di sorgente. Nel caso specifico della valutazione del rumore generato dalle infrastrutture di trasporto, il parametro acustico SEL (livello sonoro di un singolo evento LAE) può servire a quantificare il contenuto energetico di ogni singolo passaggio veicolare.
Il SEL è definito come il livello di segnale continuo della durata di un secondo che possiede lo stesso contenuto energetico dell'evento considerato e serve per quantificare energeticamente un singolo evento di rumore.

dove:
- t2 - t1 è un intervallo di tempo sufficientemente lungo da comprendere l'evento
- t0 è la durata di riferimento (1 s)

