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FERTILIZZANTI

FERTILIZZANTI

Cosa sono

I fertilizzanti sono sostanze naturali o derivate da processi di sintesi che - per il loro contenuto in elementi nutritivi, in particolare l’azoto, e per le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche - contribuiscono al miglioramento della fertilità del terreno agrario, al nutrimento delle specie vegetali coltivate e ad un loro migliore sviluppo.
I fertilizzanti si dividono in concimi quando forniscono alle colture gli elementi chimici della fertilità, necessari alle piante per lo svolgimento del loro ciclo vegetativo e produttivo, ed ammendanti e correttivi quando modificano le proprietà e le caratteristiche chimiche, fisiche, biologiche e meccaniche di un terreno, migliorandone l’abitabilità per le specie vegetali coltivate.

Dove si trovano

La fertilizzazione dei terreni è una pratica che si può dire sia nata con l’agricoltura stessa; fino alla comparsa dei fertilizzanti di sintesi è sempre stata effettuata interrando deiezioni animali o residui vegetali di precedenti coltivazioni o di specie appositamente coltivate (pratica del sovescio) per restituire almeno in parte i principi nutritivi sottratti dalle colture. Dal dopoguerra le produzioni agricole hanno registrato aumenti di resa straordinari rispetto al passato grazie all’uso dei nuovi fertilizzanti chimici e all’impiego di fitofarmaci in grado di controllare la proliferazione dei parassiti.

Quale rischio comportano

L’impiego dei fertilizzanti, in particolar modo di quelli di sintesi, comporta rischi per l’ambiente e per l’uomo quando le quantità di principi nutritivi distribuiti sono eccedenti le capacità di assorbimento da parte del terreno e delle piante stesse.
Ciò è particolarmente importante per i fertilizzanti contenenti azoto sotto forma di nitrati: la forma nitrica dell’azoto assicura infatti alta redditività agricola ma è caratterizzata da una grande solubilità nelle acque e da una scarsa capacità di trattenimento da parte del suolo.
Conseguentemente l’azoto nitrico non utilizzato dalle piante viene dilavato dai terreni dalle acque meteoriche e di irrigazione determinando fenomeni di eutrofizzazione nella rete idrica superficiale e inquinamento delle falde sotterranee determinando anche rischi per la salute dell’uomo.

Come si rilevano

I metodi analitici correntemente utilizzati consentono di determinare in modo qualitativo e quantitativo i vari componenti minerali che rientrano nella formulazione dei fertilizzanti stessi ma che risultano presenti, in via del tutto naturale, anche nelle varie matrici ambientali (terreni, acque, vegetali, ecc.). Vengono impiegati prevalentemente, a seconda della specie chimica da rilevare e della quantità presumibilmente presente nel campione da analizzare, metodi gravimetrici e colorimetrici e metodiche strumentali basate sulla cromatografia ionica e sulla spettrofotometria.

Cosa dice la legge

Esiste una ricca rassegna normativa nazionale e comunitaria che riguarda i prodotti fertilizzanti e il loro impiego. Tra esse si ricorda la Legge n.748 del 19 ottobre 1984 relativa alla commercializzazione dei fertilizzanti e il D.Lgs. 99/1992 che riguarda il particolare caso dell’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura.
Tra le varie norme che trattano il corretto impiego dei fertilizzanti si segnala il Codice di Buona Pratica Agricola approvato con D.M. del 19 aprile del 1999 che rappresenta la base per l'elaborazione di codici mirati ad esigenze regionali o locali a discrezione delle competenti Amministrazioni, espressamente rivolto al contenimento dei rilasci di nitrati nell’ambiente.
Ricordiamo inoltre il D.lgs 152/99 recante disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento a recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento della acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole. Disposizioni circa l’utilizzazione dei fertilizzanti sono contenute nelle normative a favore dell’agricoltura biologica, quali il Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio del 24 giugno 1991, relativo al metodo di produzione biologico di prodotti agricoli e alla indicazione di tale metodo sui prodotti agricoli e sulle derrate alimentari.

Chi controlla

I controlli sui fertilizzanti sono prevalentemente orientati a verificare se il contenuto in elementi nutritivi presenti nel prodotto commercializzato è rispondente a quanto dichiarato dal produttore. Possono essere inoltre effettuati controlli per verificare la presenza di metalli pesanti o altri componenti indesiderati oltre i limiti di legge.
Non esiste invece un sistema di monitoraggio espressamente rivolto ad evidenziare la dispersione dei fertilizzanti nell’ambiente; studi e ricerche sono condotti a tal riguardo da Enti ed Istituti di ricerca per finalità sperimentali soprattutto nel settore agronomico. Una valutazione indicativa del rilascio di fertilizzanti nell’ambiente può però derivare, per quanto attiene i fertilizzanti azotati, dall’analisi dei nitrati nei corpi idrici. Tale parametro rientra infatti tra quelli previsti per il monitoraggio delle acque sotterranee e superficiali e per le acque destinate al consumo umano. Il quantitativo di nitrati risulta però dipendente anche dal rilascio nei suoli e nei corpi idrici di reflui zootecnici e civili e di scarichi di alcune attività produttive.
Un’ulteriore valutazione indiretta dell’eccessivo e/o scorretto utilizzo di fertilizzanti a base azotata può derivare inoltre dalla determinazione del contenuto in nitrati di alcuni vegetali destinati all’alimentazione umana (generalmente le lattughe). Le Agenzie Ambientali, nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano insieme ad altri soggetti istituzionali quali il Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Capitanerie di Porto, le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli ambientali.
Le attività di controllo degli alimenti e delle bevande sono invece effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di numerosi organismi operanti sia a livello centrale che locale.
Per quanto riguarda i controlli analitici i laboratori pubblici riconosciuti sono quelli delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, gli Istituti Zooprofilattici e altri laboratori riconosciuti del Ministero della Salute.
L’ARPAV pertanto, nei laboratori di analisi dei propri Dipartimenti Provinciali, effettua controlli dei nitrati nelle acque, alimenti, fanghi e terreni.

Prevenzione

L’uso di fertilizzanti non comporta particolari rischi ambientali se condotto con prodotti di qualità (a basso contenuto di elementi estranei indesiderabili), quantitativi e modalità di distribuzione commisurati ai bisogni nutritivi delle culture e alle condizioni di fertilità dei suoli.
Particolare attenzione deve però essere posta nell’adozione di buone pratiche agricole soprattutto nell’uso dei composti azotati a base nitrica in terreni molto permeabili.
L’adozione di metodi di coltivazione propri dell’agricoltura biologica rappresenta un ulteriore fattore di prevenzione per ridurre i rischi ambientali e per garantire la salubrità della produzioni agricole.
Tra le azioni preventive rientra inoltre la corretta gestione dei reflui zootecnici e civili.

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