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FORMALDEIDE

Cos'è
La formaldeide è un composto chimico della classe delle aldeidi alifatiche. E' l'aldeide più semplice e più comune. A temperatura ambiente è un gas dall'odore pungente. Appartiene al gruppo di sostanze definite composti organici volatili (VOCS) potenzialmente presenti nei luoghi di vita e lavoro.
Dove si trova
La formaldeide è usata nell'industria chimica per la sintesi di vari composti organici, in particolare per la produzione di resine sintetiche.
Viene usata come disinfettante, insetticida, fungicida e deodorante sia per uso domestico (formalina) che per usi industriali o per la
disinfezione di strumentazione medica. Le principali sorgenti di formaldeide negli ambienti confinati sono costituite dai materiali da
costruzione (pannelli, compensati, truciolari), dalle schiume isolanti contenenti resine formaldeidiche, dagli arredi (piccole quantità
possono essere rilasciate dalla moquette, da tendaggi mobili, rivestimenti, da materiali per la pulizia degli ambienti) e dal fumo di sigaretta.
Le emissioni di formaldeide sono più elevate dai materiali nuovi e sono influenzate dalla temperatura e dall’umidità ambientale.
La formaldeide in presenza di radiazione ultravioletta (UV) si dissocia a formare radicali che innescano la catena fotochimica. Insieme
all'ozono e all'acido nitroso, la formaldeide è quindi un precursore dello smog fotochimico, oltre ad essere un prodotto di tali processi. La
concentrazione atmosferica della formaldeide varia da poche unità a qualche decina di ppb (parti per miliardo). Negli ambienti indoor le
concentrazioni oscillano intorno alle 0,02 ppm (30 µg/m3).
Quale rischio comporta
L'esposizione avviene principalmente per via respiratoria, mentre la quota assorbita attraverso la cute o per ingestione è del tutto
trascurabile.
A concentrazioni inferiori a 0,5 ppm non compaiono effetti; a livelli di 0,5-2 ppm viene collocata la soglia olfattiva e compaiono segni di
irritazione alle congiuntive oculari; se la concentrazione cresce si manifestano sintomi di irritazione a livello nasale e, al di sopra delle 5
ppm, anche delle vie aeree inferiori, trachea e bronchi. Può causare asma bronchiale, probabilmente anche con meccanismo immunologico.
Oltre le 50 ppm insorgono polmoniti, edema polmonare, fino alla morte.
L'esposizione prolungata nel tempo a basse dosi può causare irritazione oculare, della pelle e delle mucose orali. Può insorgere tosse, mal
di testa, insieme a sintomi mal definiti come stanchezza, disturbi dell'attenzione, ecc.. La formaldeide è stata recentemente classificata dallo IARC come un cancerogeno certo, vale a dire che sono stati considerati sufficienti i
dati di cancerogenicità sull’animale da esperimento, e i risultati degli studi epidemiologici sull’uomo.
Come si rileva
Esistono diverse metodiche per il campionamento e l'analisi. Sono disponibili apparecchiature che consentono monitoraggi rapidi e
consecutivi, come la spettroscopia fotoacustica ad infrarossi.
Negli ambienti di lavoro viene adottato il limite non superabile di 0,3 ppm (0,37 mg/m3). Per gli ambienti di vita l'OMS consiglia 0,08 ppm.
La capacità cancerogena della sostanza comporterà evidentemente una revisione dei limiti di esposizione.
Chi controlla
Il monitoraggio della formaldeide riguarda prevalentemente gli ambienti di lavoro il cui controllo è affidato ai Servizi di Prevenzione, Igiene
e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) delle ASL.
Qualora, per il verificarsi di particolari situazioni, sia necessario rilevare la presenza di formaldeide nell’ambiente, i controlli sono affidati
alle Agenzie ambientali, nazionale, regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano che hanno competenze in materia di controlli
ambientali.
Prevenzione
Il rischio da esposizione a formaldeide può essere affrontato non usando o eliminando i prodotti che la contengono. Un altro importante intervento è rappresentato da una migliore ventilazione dei locali e da un maggior numero di ricambi d'aria.


