DALL'A-MIANTO... ALLA Z-ANZARA...
INQUINAMENTO DELL’ARIA

Cos'è
Per inquinamento dell’aria (o inquinamento atmosferico) si definisce ogni modificazione della normale composizione o dello stato fisico dell’aria atmosferica, dovuta alla presenza di sostanze in quantità e con caratteristiche in grado di alterare le normali condizioni di salubrità dell’aria. Tali modificazioni pertanto possono costituire pericolo per la salute dell’uomo, compromettere le attività ricreative e gli altri usi dell’ambiente, alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi, nonché i beni materiali pubblici e privati. Gli agenti inquinanti si possono distinguere in:
- particelle sospese: descritte in base alla densità e alle dimensioni che possono variare da qualche millesimo a qualche centinaio di micron, vengono classificate in polveri, fumi, brume, nebbie, ecc.;
- gas e vapori: sostanze chimiche disperse in aria a temperatura ambiente. Vengono classificati in base alla composizione chimica, alla concentrazione e alla soglia di percezione dell’odore;
- odori: sostanze allo stato aeriforme non necessariamente tossiche, ma che possono creare disturbo alle normali attività anche se presenti a basse concentrazioni.
Dove si trova
Le principali fonti di inquinamento atmosferico sono dovute alle attività umane ed in particolare agli insediamenti industriali (impianti
siderurgici e petrolchimici, concerie, ecc.) alle centrali termoelettriche, al traffico veicolare, agli impianti di riscaldamento e
all’incenerimento dei rifiuti.
L’inquinamento atmosferico a causa dei continui movimenti dell’atmosfera può manifestarsi ad elevate concentrazioni anche lontano dai
luoghi in cui l’emissione di inquinanti ha avuto origine (inquinamento transfrontaliero).
Quale rischio comporta
L'inquinamento atmosferico rappresenta un rischio accertato per la salute umana, anche se, per molte delle sostanze nocive facenti parte
della miscela complessa di cui è composto, non sono del tutto noti gli effetti sulla salute e la concentrazione a cui tali effetti si manifestano.
Tali effetti possono manifestarsi con episodi di tipo acuto, dovuto ad elevate concentrazioni di inquinanti presenti per brevi periodi, o con
patologie di tipo cronico causate dall’esposizione a basse concentrazioni di inquinanti per lunghi periodi di tempo.
In entrambi i casi, l’inquinamento atmosferico provoca danni alla salute dell’uomo, degli animali, delle piante. Possono venire danneggiati anche i manufatti e le opere d’arte. Il grado di nocività degli inquinanti dipende dalla loro natura, dalla concentrazione, da come vengono immessi nell’atmosfera e dal grado di diluizione che subiscono dopo l’immissione in aria. Gli inquinanti vanno incontro infatti a processi di rimozione naturale. Alcuni inquinanti possono così trasformarsi in composti non nocivi o essere dilavati dalla pioggia. Ogni inquinante ha particolari effetti sulla salute e sull’ambiente (si vedano al riguardo le sched: amianto, benzene, diossina, effetto serra, monossido di carbonio, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ozono, polveri, IPA, VOCs). La deposizione di composti contenenti zolfo e azoto causano inoltre fenomeni di acidificazione ed eutrofizzazione.
Il principale organo bersaglio dell’inquinamento atmosferico è l'apparato respiratorio, sia nella sua porzione superiore (naso, faringe e
laringe), sia a livello della trachea, dei bronchi o degli alveoli polmonari. Le vie respiratorie possiedono una serie di ben collaudati
"meccanismi di difesa" contro le sostanze estranee che possono però ridursi a seguito di esposizioni croniche agli agenti inquinanti o
risultare insufficienti in presenza di concentrazioni massive. Molte sostanze (ossidi di azoto, ossidi di zolfo, ozono, polveri, ecc) agiscono come irritanti. I pollini ed altri agenti presenti in aria, come le spore fungine, possono causare allergie come asma e raffreddori stagionali.
Alcuni agenti tossici come il benzene e gli idrocarburi aromatici policiclici sono cancerogeni certi o possibili. Il monossido di carbonio compromette il trasporto dell’ossigeno da parte del sangue con effetti gravi sul cervello. Alcuni metalli, una volta penetrati nell’organisno
si depositano in vari organi e tessuti (ossa, reni, cellule del sangue, sistema nervoso, reni, ecc.) a seconda delle loro proprietà e, ad elevate concentrazioni possono causare alterazioni biologiche. Anche Il cuore e l’apparato circolatorio possono risentire dell’inquinamento, per azione diretta degli inquinanti o, più frequentemente, come conseguenza del danno respiratorio.
Come si rileva
L’inquinamento atmosferico può essere determinato misurando, con tecniche analitiche e strumentali, la concentrazione dei singoli agenti
inquinanti presenti nell’aria.
Qualsiasi tecnica di analisi deve essere preceduta da un campionamento che può essere condotto “aspirando” o “filtrando“ (attraverso filtri
di materiale assorbente) un determinato quantitativo di aria (campionamento attivo) o esponendo semplicemente il materiale assorbente
al contatto dell’aria per un certo tempo (campionamento passivo).
I principali agenti inquinanti sottoposti a monitoraggio sono le polveri, l’ozono, il monossido di carbonio, il biossido di azoto e il benzene.
Controlli possono essere effettuati anche sui pollini, sulle fibre di amianto, sugli ossidi di zolfo, sul benzo(a)pirene e altri idrocarburi policiclici aromatici e, negli ambienti di lavoro, sulle varie sostante impiegate nei cicli di lavorazione per le quali vi sia da temere un rilascio sotto forma di vapore o gas.
In prossimità di aree in cui insistono attività che causano forti odori (concerie, discariche, allevamenti zootecnici) possono essere effettuate prove olfattometriche.
Cosa dice la legge
Esistono diverse norme che trattano l’inquinamento atmosferico riconducibili al controllo degli impianti termici, degli impianti industriali
e dei mezzi motorizzati, alla modifica delle caratteristiche dei combustibili, al raggiungimento degli obiettivi di qualità dell’aria per quanto
riguarda determinati inquinanti, alla riduzione delle emissioni di inquinanti (es. gas serra), all’assunzione di provvedimenti urgenti per le aree urbane in relazione all’inquinamento da traffico, alla promozione di forme alternative di mobilità.
Il più recente provvedimento sul tema dell’aria ambientale è il D.M. n. 60 del 2 aprile 2002 che recepisce la direttiva 1999/30/CE del
Consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità dell'aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di
azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell'aria ambiente per il benzene ed il
monossido di carbonio.
Il Decreto costituisce un quadro normativo completo individuando tra l’altro i valori limite e le soglie d’allarme per ciascun inquinante, il termine entro il quale i valore limite deve essere raggiunto, le metodiche di campionamento,analisi, raccolta ed elaborazione dei dati e le modalità di informazione della popolazione.
Chi controlla
Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali e della province autonome di Trento e Bolzano hanno le competenze in materia di controlli
dell’aria ambientale e delle emissioni in atmosfera.
L’ARPAV, con i Dipartimenti Provinciali e l’Osservatorio Aria, effettua il controllo dell’inquinamento atmosferico attraverso il monitoraggio di diversi parametri. Esiste infatti una rete di rilevamento, prevalentemente in ambito urbano, costituita da centraline fisse e mobili in grado di fornire dati che vengono successivamente elaborati e restituiti come informazioni attraverso attività di reporting ambientali.
L’ARPAV inoltre effettua il controllo, attraverso piani di monitoraggio annuali predisposti con le Province, delle emissioni in atmosfera
dovute agli insediamenti produttivi.
Prevenzione
La riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico si può ottenere modificando i processi produttivi e adottando tecnologie che evitino
o riducano la formazione di sostanze inquinanti anche attraverso il miglioramento della qualità dei combustibili e l’efficienza dei processi di combustione.
Anche i singoli cittadini possono assumere comportamenti preventivi nei confronti dell’inquinamento atmosferico, contenendo ad esempio
i consumi di energia elettrica o limitando l’uso della propria autovettura in ambito urbano.


