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INQUINAMENTO DEL SUOLO

INQUINAMENTO DEL SUOLO

Cos'è

Con questo termine si definisce l’accumulo di rifiuti, in particolare sostanze pericolose, nel suolo tale da determinare alterazioni della composizione e delle proprietà chimico-fisiche e biologiche del terreno, in grado di mettere in pericolo la salute umana e nuocere agli ecosistemi.
L’inquinamento del suolo può essere dovuto a ben individuabili attività industriali, insediamenti civili, discariche, ad attività diffuse sul territorio (agricoltura) o a processi naturali di diffusione degli inquinanti (deposizione atmosferica).
Il suolo può inoltre essere contaminato da isotopi radioattivi di origine naturale (vedi radon) o a seguito di rilasci deliberati o accidentali di materiale radioattivo (vedi radiazioni ionizzanti).

Dove si trova

Per quanto riguarda l’inquinamento dei suoli è opportuno distinguere innanzitutto tra contaminazione locale dovuta a forme di inquinamento puntiforme (es. siti contaminati) e la contaminazione di aree più grandi dovuta a forme di inquinamento diffuso nel territorio.
La contaminazione di tipo puntuale è dovuta in genere alla presenza di una sorgente (o fonte di inquinante) circoscritta: è il caso ad esempio dei siti che hanno ospitato insediamenti industriali particolarmente inquinanti e dai quali si sono verificati, per diverse cause, contaminazioni del terreno con sostanze pericolose, discariche non realizzate con criteri di sicurezza, siti in cui sono stati interrati illegalmente rifiuti pericolosi o in cui si sono verificate fuoriuscite dovute alla rottura di serbatoi interrati o al rovesciamento di autocisterne contenenti carburanti o altri liquidi inquinanti.
La messa in sicurezza di questi siti è oggi una delle problematiche più rilevanti sia in termini di numero di interventi da realizzarsi sia per gli impatti che determinano. La contaminazione di questi siti, pur essendo circoscritta territorialmente può essere causa di inquinamento in vaste aree circostanti in quanto dal sito inquinato si possono creare vie di migrazione degli agenti inquinanti in grado di diffondersi nell’ambiente attraverso la rete idrica superficiale e sotterranea, l’aria, la catena alimentare.
La contaminazione diffusa dei suoli è dovuta invece a molteplici fonti di inquinamento presenti nel territorio, spesso non rilevabili singolarmente, imputabili per lo più ad inadeguate tecniche di riciclo dei rifiuti e di trattamento delle acque o all’adozione di pratiche agricole intensive che non rispettano i tempi di assimilazione naturale delle sostanze immesse nei terreni, compromettendo la capacità di autodepurazione del suolo stesso. E’ il caso ad esempio dell’utilizzo massiccio in agricoltura dei liquami zootecnici, dei fanghi di depurazione e dei fertilizzanti di sintesi (nitrati, eutrofizzazione) o dell’impiego di fitofarmaci.
La contaminazione diffusa dei suoli può essere inoltre dovuta alla ricaduta al suolo di inquinanti emessi dalle attività industriali. Questo ha costituito, e costituisce ancora adesso nei paesi in cui non sono state attuate politiche di prevenzione dall’inquinamento atmosferico, una causa di contaminazione dei suoli molto rilevante. Tali forme di inquinamento si sono verificate anche a seguito di gravi incidenti; si ricorda a tale riguardo l’incidente all’ICMESA di Seveso (Italia 1976) che provocò il rilascio in atmosfera di diossine con successiva loro deposizione nei suoli in una vasta area della Lombardia e il disastro di Chernobyl (URSS 1986) che determinò la ricaduta al suolo di isotopi radioattivi in molti stati europei con conseguente aumento del livello di radiazioni ionizzanti.

Quale rischio comporta

L’inquinamento del suolo può causare una serie di alterazioni che possono ripercuotersi non solo sulla sua composizione chimica, determinando ad esempio l’accumulo di sostanze tossiche per i vegetali e gli animali, ma anche effetti sulla sua fertilità ed attitudine ad ospitare le piante e gli altri organismi viventi.
La Comunicazione della Comunità Europea - COM(2002)179 - afferma che “l’introduzione di contaminanti nel suolo può danneggiare o distruggere alcune o diverse funzioni del suolo e provocare una contaminazione indiretta dell’acqua. La presenza di contaminanti nel suolo oltre certi livelli comporta una serie di conseguenze negative per la catena alimentare e quindi per la salute umana e per tutti i tipi di ecosistemi e risorse naturali.”

Come si rileva

Per valutare l’impatto potenziale dei contaminanti del suolo, è necessario non solo valutarne la concentrazione ricercando direttamente gli inquinanti chimici-fisici e biologici presenti, ma anche il relativo comportamento e il meccanismo di esposizione per la salute umana.
L’inquinamento dei suoli può essere determinato in alcuni casi anche per via indiretta ricorrendo a specifici indicatori biologici in grado di segnalare la presenza di particolari forme di inquinamento.

Cosa dice la legge

Non è presente in Italia una legge quadro che tratti in maniera completa il tema del suolo.
Con l’approvazione del decreto legislativo n. 22 del 5 febbraio 1997, si sono fissate norme in materia di bonifica e ripristino ambientale delle aree inquinate. Punto determinante di questa normativa è rappresentato della predisposizione di criteri di identificazione della qualità dei suoli, dalla quale consegue il limite di accettabilità di contaminazione e l’obbligo per chiunque cagioni il superamento di tali limiti a procedere a proprie spese agli interventi di messa in sicurezza, di bonifica e di ripristino ambientale delle aree inquinate e degli impianti dai quali deriva il pericolo di inquinamento (art.17).
Ulteriori normative che trattano della prevenzione dell’inquinamento del suolo sono il Decreto Legislativo del 27 gennaio 1992, n. 99, che ha lo scopo di disciplinare l’utilizzo dei fanghi di depurazione in agricoltura in modo da evitare effetti nocivi sul suolo e il Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152 che recepisce la direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e la Direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole. In queste normative appaiono evidenti i legami tra il corretto utilizzo del suolo e la salvaguardia delle sue molteplici funzionalità ed il problema della protezione e gestione delle acque superficiali e sotterranee. In conseguenza di ciò, la nuova legislazione sulle acque, che ridefinisce gli obiettivi di qualità dei corpi idrici e gli strumenti di tutela degli stessi, ha sicuramente dei riflessi sulla definizione della qualità del suolo e sulla tutela di tale qualità, come presupposto per la salvaguardia della qualità degli acquiferi.

Chi controlla

Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali e della province autonome di Trento e Bolzano insieme ad altri soggetti istituzionali quali il Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli sui suoli.
L’ARPAV, attraverso l’Osservatorio Regionale Suolo, realizza studi e ricerche sui suoli e fornisce attività di supporto alla Regione Veneto e ad altri enti per predisporre e attuare progetti di rilevamento pedologico.
Tra queste attività rientra la “Carta dei suoli del Veneto in scala 1:250.000” predisposta al fine di fornire un inquadramento dei suoli della Regione Veneto ad un livello di riconoscimento utile per la pianificazione a livello nazionale e regionale. L’ARPAV inoltre, attraverso il Servizio Rischio Industriale e Bonifiche e i Dipartimenti Provinciali, fornisce supporto tecnico a Regione, Province e Comuni per le rispettive funzioni di controllo e vigilanza.

Prevenzione

La prevenzione dall’inquinamento dei suoli può essere condotta impedendo il rilascio nel terreno di sostanze inquinanti in quantità e qualità tali da non poter essere sottoposte ai normali processi biologici di degradazione.
E’ fondamentale l’adozione di tecnologie che eliminino o riducano, già all’interno dei cicli produttivi, la produzione di rifiuti inquinanti e che la loro eventuale ultima collocazione nel terreno sia effettuata in discariche controllate in grado di evitare dispersioni nell’ambiente.
E’ importante siano inoltre adottate misure di sicurezza nei siti industriali per impedire, a seguito di incidente, sversamenti accidentali di sostanze inquinanti nei suoli. Anche durante le fasi di trasporto di prodotti chimici o inquinanti è necessario intervenire con misure preventive per limitare la possibilità di dispersione nel suolo e nelle acque a seguito di incidente.
L’impiego di tecniche agricole a basso impatto ambientale può inoltre contribuire a limitare le forme di inquinamento diffuso che si manifesta nelle aree agricole e zootecniche.

Per saperne di più


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