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MERCURIO

MERCURIO

Cos'è

E’ l’unico metallo presente allo stato liquido a temperatura ambiente.

Dove si trova

Può essere presente negli ambienti di vita e di lavoro come mercurio elementare, sotto forma di composti inorganici, come il cloruro di mercurio, o di composti organici, ad esempio il metilmercurio. Il mercurio presente negli ambienti di vita deriva dalle emissioni dei vulcani, dalla volatilizzazione del metallo dalla crosta terrestre e per una buona metà da fonti umane, come gli inceneritori di rifiuti urbani e dalle emissioni di alcune industrie. Il mercurio inorganico, trasformato in metilmercurio da microrganismi presenti nei fiumi e sui fondali marini, viene assorbito dal plancton e successivamente ingerito dai pesci, nei quali si concentra. Una volta entrato nella catena alimentare, può essere assorbito per ingestione, in particolare di pesce proveniente da zone altamente inquinate. Si sono verificate in passato vere e proprie “epidemie” di intossicazione come in Giappone nella baia di Minamata. Eventi analoghi, anche se di minore gravità si sono verificati nei paesi scandinavi e anche in Italia.
Le principali attività produttive che utilizzano il mercurio inorganico sono le industrie di estrazione, dal cinabro, la fabbricazione di termometri e strumenti di precisione e la produzione di accumulatori. E’ inoltre impiegato come catalizzatore nell’industria chimica. E’ volatile a temperatura ambiente e la sua dispersione e assorbimento non sono facilmente controllabili.
I composti organici del mercurio sono stati usati in passato come pesticidi e nell’industria farmaceutica. Il loro uso, almeno in Italia è stato praticamente del tutto abbandonato.

Quale rischio comporta

Assorbito soprattutto attraverso i polmoni per via inalatoria, il mercurio si deposita all’interno delle cellule, in particolare nel sistema nervoso centrale e nel rene. Viene escreto con le urine.
Eccezionale l’intossicazione acuta, che si manifesta come una polmonite chimica. Nell’intossicazione cronica oggi rara, i sintomi sono rappresentati da un tremore che si accentua con i tentativi di controllarlo e negli stati emotivi la scrittura diviene alterata ed illeggibile, compaiono difficoltà nello scandire le parole e, più avanti, importanti limitazioni funzionali che ostacolano la capacità di camminare fino alle più elementari attività. Compaiono anche disturbi delle funzioni superiori del sistema nervoso, con senso di insicurezza, irritabilità, scoraggiamento, amnesie, insonnia. Nelle intossicazioni floride le gengive si infiammano, aumenta la salivazione (scialorrea), si ha perdita dei denti e alito fetido.
Oltre al sistema nervoso può essere coinvolto il rene, con alterazioni funzionali fino a importante perdita di proteine con le urine e comparsa di edemi. Tutti questi sintomi si possono osservare in seguito all’assorbimento di dosi massicce di mercurio.

Come si rileva

Le metodiche di analisi prevedono l’uso di tecniche strumentali basate sulla spettrofotometria ad assorbimento atomico. In genere i contenuti in mercurio vengono determinati nelle emissioni in aria e negli scarichi industriali, nelle acque e negli alimenti, anche di importazione, soprattutto ittici in quanto il mercurio si accumula in modo significativo nei pesci di grossa taglia (tonni, pesci spada, ecc.). I lavoratori esposti a mercurio possono essere monitorati tramite la valutazione del mercurio presente nel sangue e nelle urine.

Cosa dice la legge

Le varie normative di settore individuano metodiche di analisi, modalità di campionamento e quantitativi massimi di mercurio presenti nelle varie matrici (acqua, suoli, alimenti, fanghi, ecc.). Per le acque destinate al consumo umano, ad esempio, il contenuto limite di mercurio è di 1,0 µg/l; per gli alimenti provenienti dalla pesca è tollerato un quantitativo massimo di mercurio di 0,5 mg/Kg di prodotto edibile fresco, tale limite è portato a 1 mg/Kg per alcuni tipi di pesce (generalmente di grossa taglia).
Per quanto riguarda l’aria degli ambienti di lavoro il limite raccomandato dall’ACGIH è di 50 µg/m3. I valori limite proposti nei liquidi biologi dei lavoratori sono 35 µg/g di creatinina nelle urine e 15 µg/litro nel sangue.

Chi controlla

Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali e della province autonome di Trento e Bolzano insieme ad altri soggetti istituzionali quali il Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Capitanerie di Porto, le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli ambientali.
Le attività di controllo degli alimenti e delle bevande sono invece effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di numerosi organismi operanti sia a livello centrale che locale.
I controlli analitici sono effettuati dai laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, dagli Istituti Zooprofilattici e da altri laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute.
L’ARPAV, pertanto, nei laboratori di analisi dei Dipartimenti Provinciali effettua controlli ufficiali nelle acque, alimenti, fanghi e terreni.
Il controllo negli ambienti di lavoro è invece affidato ai Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) delle ASL.

Prevenzione

La prevenzione è basata sul rispetto delle normative e sull’efficacia dei controlli ambientali e si attua adottando soluzioni tecniche ed organizzative per ridurre il rilascio di mercurio metallico e suoi sali nell’ambiente e per limitare l’esposizione professionale degli addetti ai lavori. E’ importante individuare le sorgenti di inquinamento ambientale da sottoporre a monitoraggio al fine di evitare bioaccumulazione tramite la catena alimentare.

Per saperne di più


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