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INQUINANTI ORGANICI PERSISTENTI (POPs)

Cosa sono
Sono composti chimici (dal termine anglosassone Persistent Organic Pollutants POPs)
dotati di alcune proprietà tossiche che, contrariamente ad altri inquinanti, resistono alla
degradazione. Sono quindi particolarmente nocivi per la salute umana e per l'ambiente
accumulandosi negli organismi viventi attraverso la catena alimentare.
Rientrano in questo gruppo sia sostanze chimiche di produzione industriale (es. solventi,
insetticidi tra cui il noto DDT e i PCB ancora utilizzati nei paesi in via di sviluppo) sia gruppi
di prodotti della combustione e sottoprodotti industriali non emessi intenzionalmente (es.
diossine).
Dove si trovano
Una volta liberati nell’ambiente, i POPs si propagano per mezzo dell'aria, dell'acqua e delle specie migratrici concentrandosi negli ecosistemi
terrestri e acquatici. Il problema che essi determinano oltrepassa quindi le frontiere nazionali, rendendo indispensabile per la loro
eliminazione un intervento a livello mondiale.
La presenza di POPs è stata rilevata anche negli ecosistemi artici o in alta montagna dove il clima freddo favorisce la condensa degli inquinanti trasportati dai venti e la loro deposizione al suolo con le precipitazioni.
Quale rischio comportano
I POPs sono caratterizzati da tossicità, persistenza nell'ambiente e accumulazione nell’uomo e negli altri organismi; specialmente nei tessuti adiposi. Trasferendosi attraverso la catena alimentare, quanto più un animale è a un livello superiore tanto più è elevata la concentrazione di POPs nel suo corpo. Gli uomini sono in cima alla catena alimentare e per questo motivo sono soggetti ad un maggior accumulo di POPs che possono causare tumori, allergie e ipersensibilità, affezioni del sistema nervoso centrale e periferico, disordini della funzione riproduttiva e perturbazioni del sistema immunitario.
Come si rilevano
Sono determinabili con metodiche strumentali basate prevalentemente su tecniche gascromatografiche e spettrofotometriche.
Cosa dice la legge
Diverse sono le iniziative avviate a livello internazionale. La Comunità europea ha firmato, nel giugno 1998, il Protocollo di Aarhus sugli
inquinanti organici persistenti (sotto l'egida della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite), nell'ambito della convenzione di
Ginevra sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a lunga distanza. L'obiettivo del protocollo è di limitare, ridurre o eliminare gli
scarichi, le emissioni e le fuoriuscite di inquinanti organici persistenti che hanno effetti nocivi significativi sulla salute umana o
sull'ambiente a causa del loro trasporto atmosferico transfrontaliero a grande distanza.
Nel 2001 è stata firmata la Convenzione ONU di Stoccolma sugli inquinanti organici che mira all'eliminazione (o perlomeno alla progressiva
riduzione in condizioni di sicurezza) di 12 inquinanti organici persistenti considerati prioritari (aldrin, clordano, DDT, dieldrin, endrin,
eptacloro, mirex, toxafene, bifenili policlorati (PCB), esaclorobenzene, diossine e furani).
Chi controlla
Le Agenzie ambientali, nazionale, regionali e della province autonome di Trento e Bolzano insieme ad altri soggetti istituzionali quali il
Comando dei Carabinieri Tutela Ambiente (CCTA ex NOE), le Capitanerie di Porto, le Autorità di Bacino, il Magistrato alle Acque, il Corpo
Forestale dello Stato hanno le competenze in materia di controlli ambientali.
Le attività di controllo degli alimenti e delle bevande sono invece effettuate dal Servizio Sanitario Nazionale (S.S.N) che si avvale di
numerosi organismi operanti sia a livello centrale che locale.
I controlli analitici sono effettuati dai laboratori delle Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, dagli Istituti Zooprofilattici e da
altri laboratori riconosciuti dal Ministero della Salute.
L’ARPAV, attraverso i laboratori dei Dipartimenti Provinciali e il laboratorio specificatamente attrezzato per l’analisi delle diossine presso il
Dipartimento Provinciale di Venezia, esegue la ricerca e il dosaggio di alcuni POPs in diverse matrici (aria, acque, alimenti, fanghi e terreni).
Prevenzione
La prevenzione si può effettuare solo a livello mondiale evitando la produzione e l’utilizzo delle sostanze individuate dalla comunità
scientifica internazionale come inquinanti organici persistenti.
E’ necessario inoltre ricercare possibili fonti di immissione non deliberata non ancora conosciute e monitorare la concentrazione degli
inquinanti all’interno degli ecosistemi (acqua, suolo, aria. organismi viventi).
Per ogni nuova sostanza chimica introdotta nell’ambiente deve sempre essere effettuata una attenta ricerca per verificare gli effetti sugli
ecosistemi e la salute dell’uomo. In mancanza di dati precisi dovrebbe sempre essere adottato il principio di precauzione.


