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RUMORE

RUMORE

Cos'è

Dal punto di vista fisico un rumore, o più generalmente un suono, viene generato dalla vibrazione di un corpo che viene trasmessa nell'aria sotto forma di onde di compressione e di rarefazione. Il fenomeno è simile a quanto si osserva quando si getta un sasso nell'acqua di uno stagno e si vedono delle onde circolari concentriche che si allontanano dal punto in cui il sasso è caduto: così dalla sorgente sonora si propagano nel mezzo circostante le onde che verranno percepite dall’orecchio. Le caratteristiche fisiche più rilevanti del rumore sono:

  • l’intensità sonora (vale a dire la massima ampiezza dell’oscillazione dell’onda) che ci fa percepire un suono come forte o debole. Si misura in decibel (dB), che è una unità di misura logaritmica;
  • la frequenza, che indica il numero delle oscillazioni dell’onda sonora in un secondo. Le frequenze alte ci fanno percepire un suono come acuto, le basse come grave; la frequenza si misura in Hertz (Hz).
Le onde sonore, quando giungono all'orecchio, esercitano una pressione sul timpano, che vibra come il corpo che ha generato il suono. Le oscillazioni del timpano mettono in moto una catena di ossicini (martello, incudine e staffa) che trasmettono le vibrazioni all'orecchio interno, dove particolari cellule fornite di ciglia funzionano da microfono e trasformano le vibrazioni in impulsi elettrici che vengono inviati come segnali nervosi al cervello, dove sono analizzati, riconosciuti e interpretati.
L'orecchio umano ha una sensibilità molto estesa ed è in grado di percepire e distinguere suoni di frequenza compresa fra i 20 ed i 20.000 Hz. L'orecchio è particolarmente sensibile alle frequenze comprese tra 500 e 4000 Hz, che sono quelle proprie della voce umana. Con l'età la sensibilità alle alte frequenze (dai 4000 Hz in su) diminuisce progressivamente.

Dove si trova

Il rumore è diffuso sia negli ambienti di lavoro che negli ambienti di vita. Le sorgenti responsabili dell’inquinamento acustico ambientale sono rappresentate principalmente dal traffico stradale, che dà il maggior contributo all’inquinamento stesso, essendo responsabile della più alta percentuale di popolazione esposta. Altre fonti di rumore che possono generare importanti esposizioni ai livelli sonori sono il traffico aeroportuale e il traffico ferroviario. In certi casi è possibile che impianti industriali di una certa dimensione riescano a coinvolgere nell’esposizione vaste porzioni di territorio e popolazione. Esempi di livelli sonori sono riportati in tabella1.

Quale rischio comporta

Il rumore, quando supera certi livelli di intensità può provocare effetti nocivi sull’uomo. Si possono distinguere tre tipi di disturbi provocati dal rumore.
Effetti nocivi sull'organo dell'udito. L’esposizione a un suono o a un rumore intenso comporta un abbassamento temporaneo della capacità uditiva che si protrae tanto più a lungo quanto maggiore è stata la durata dell’esposizione al rumore. Questo fenomeno si definisce spostamento temporaneo della soglia uditiva. E’ facilmente sperimentabile ad esempio all’uscita da una discoteca, dove l’esposizione ad elevati livelli sonori provoca un temporaneo abbassamento dell’udito. Il danno più grave è tuttavia la progressiva riduzione della capacità uditiva (ipoacusia = sordità). Si osserva nei lavoratori a lungo esposti a rumore di elevata intensità o in seguito ad incidenti (esplosioni, traumi cranici, ecc.). La sordità da rumore inizia per le frequenze elevate (4000 Hz), per poi estendersi a quelle vicine, fino a raggiungere le frequenze della voce. La perdita dell'udito è un danno permanente per il quale non esiste cura ed è problematico anche l’impiego di protesi acustiche.
Effetti extrauditívi. Il rumore è un importante fattore di stress e provoca una serie di reazioni dell’organismo come modificazioni della frequenza cardiaca e respiratoria, sbalzi di pressione, aumentata secrezione nel tubo digerente, ecc.. Il perdurare e il ripetersi dello stimolo può essere un fattore che contribuisce all’instaurarsi di ipertensione arteriosa, di patologie gastrointestinali, o di altre patologie in cui si ammette un ruolo dello stress.
Effetti generali di disturbo per la comunità. Anche per livelli relativamente bassi di rumore possono verificarsi alterazioni dello stato di benessere. Il rumore può infatti disturbare il riposo, il sonno e la comunicazione, interferisce sull'attenzione, sul rendimento e sull'apprendimento, determinando condizioni che possono ostacolare le attività di relazione e in generale peggiorare la qualità della vita. La percezione del rumore come disturbo è variabile: un rumore improvviso è più disturbante, mentre un rumore continuo e stazionario può essere meglio tollerato (il frigorifero, la TV in sottofondo). In diversi casi può risultare disturbante il rumore generato da attività temporanee (cantieri edili o stradali) oppure quello indotto da esercizi commerciali o pubblici (sorgenti puntuali come climatizzatori, rumore antropico fuori dai locali, etc…).
Per altri versi, un rumore giudicato necessario è meglio tollerato di uno considerato inutile, prodotto in un contesto di quiete e più disturbante.

Come si rileva

La misura del rumore viene espressa mediante una grandezza logaritmica, il Decibel (dB). Questo comporta che grandi differenze di pressione sonora corrispondano a piccole variazioni del livello sonoro misurato in dB. Ad esempio il raddoppio della pressione sonora produce incrementi di livello sonoro di soli 3 dB. Un suono di 80 dB ha una pressione sonora 10 volte superiore rispetto ad uno di 70 dB. La misurazione del rumore viene effettuata tramite apparecchiature dette fonometri, disponibili sia per la misurazione estemporanea che per la misurazione in continuo. Sono anche disponibili dei dosimetri individuali impiegati soprattutto negli ambienti di lavoro.

Cosa dice la legge

Ricca e articolata è la normativa sul rumore. Si ricordano in particolare la Legge quadro sull'inquinamento acustico 26 ottobre 1995, n. 447 (GU n. 254 del 30/10/95), la L.R. 10/5/99 n. 21 "Norme in materia di inquinamento acustico” e il DPCM 14/11/97 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” che fissa i limiti di rumore nell’ambiente esterno distintamente per 6 zone (vedi tabella 2). Sono stati emanati inoltre vari decreti ministeriali che fissano norme in materia di inquinamento acustico derivante dal traffico ferroviario, aeroportuale, dagli stabilimenti produttivi a ciclo continuo, dai luoghi di intrattenimento danzante e relative alla determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 19 marzo 2004 il D.P.R. “Regolamento recante disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell'inquinamento acustico derivante dal traffico veicolare, a norma dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995, n. 447” che introduce nuovi limiti all'inquinamento sonoro prodotto dalle infrastrutture di trasporto. Il provvedimento impone precise soglie alle emissioni prodotte dal trasporto terrestre per limitare l'impatto acustico su abitazioni, parchi pubblici, aree protette, scuole e case di cura. Per quanto riguarda i rischi per la salute dell’uomo, pur tenendo conto della variabilità individuale, esistono livelli di rumore che possono essere ritenuti sicuri; generalmente nei soggetti esposti a livelli inferiori a 70 dBA non compaiono disturbi all'udito. Le normative che prevedono limiti più elevati non proteggono il 100% dei lavoratori esposti. La legge 277/91 stabilisce, ad esempio, per gli ambienti di lavoro come limite non superabile senza adeguati mezzi protettivi il valore di 90 dB per otto ore lavorative giornaliere anche se prevede una serie di obblighi per il datore di lavoro per esposizioni inferiori fino agli 80 dB.

Chi controlla

La normativa affida alle Amministrazioni comunali il compito di effettuare la classificazione acustica del territorio. La classificazione prevede l’istituzione di 6 zone, da quelle particolarmente protette (parchi, scuole, aree di interesse urbanistico) fino a quelle esclusivamente industriali, con livelli di rumore ammessi via via crescenti (vedi tabella 2). L’ARPAV, attraverso i Dipartimenti Provinciali, effettua i controlli fonometrici per conto dei Comuni, delle Province e della Regione. Il controllo del rumore negli ambienti di lavoro delle singole aziende è affidato ai medici competenti delle medesime aziende e ai Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.P.I.S.A.L.) delle ASL.

Prevenzione

La normativa vigente sull’inquinamento acustico detta norme relative alle industrie, alle attività civili, al traffico stradale, alla gestione dell’aviazione civile. Gli interventi per l’abbattimento del rumore vanno applicati, in primo luogo, alla fonte a livello di progettazione, e successivamente nella fase di messa in opera e di utilizzazione di mezzi e strumenti capaci di produrre rumore. Parallelamente la difesa dall’inquinamento acustico si attua migliorando l’isolamento acustico degli edifici o delle aree interessate. Per il contenimento del rumore si utilizzano strutture di isolamento acustico direttamente sulla fonte di emissione sonora, ad esempio su macchinari industriali. La prevenzione passa inoltre attraverso i controlli delle emissioni sonore. Negli ambienti di lavoro, nei casi in cui non sia possibile agire altrimenti e per brevi esposizioni, è previsto l’utilizzo di mezzi di protezione individuale.

Per saperne di più



Tabella 1. Livelli sonori indicativi di alcune sorgenti


Tabella 1. Livelli sonori indicativi di alcune sorgenti

Tabella 2. Limiti di rumore nell’ambiente esterno


Tabella 2. Limiti di rumore nell’ambiente esterno

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