BACINO SCOLANTE - Il territorio, i suoli e i paesaggi
Il bacino scolante comprende il territorio la cui rete idrica superficiale si riversa nella laguna di Venezia; si estende su una superficie di circa 2.000 km2 delimitata a nord dai versanti meridionali dei colli di Asolo e dal fiume Sile, a sud dal canale Gorzone; il sottobacino del Vela, situato a nord del Sile, è separato geograficamente dal resto del bacino, ma si riversa anch’esso in laguna. Il limite geografico, come individuato dalla DGRV n. 23/2003, comprende i sottobacini tributari della rete idrografica superficiale in condizioni di deflusso ordinario; esso si estende inoltre anche all’area che alimenta le acque di risorgiva che originano i corsi d’acqua che sfociano in laguna (Zero, Dese e Marzenego). L’area ricade prevalentemente nelle province di Venezia e Padova, secondariamente in quella di Treviso e per una piccola porzione in quella di Vicenza, per un totale di 109 comuni.

Suoli e paesaggi
La maggior parte della superficie del bacino scolante è occupata dalla pianura alluvionale, costituita prevalentemente dalle alluvioni deposte dai fiumi Brenta (distretto B), Piave (P) e Adige (A), durante il Pleistocene superiore e l’Olocene, e che si differenziano per il diverso contenuto in carbonati; le estreme propaggini settentrionali e sud-occidentali comprendono invece parte delle colline di Asolo (S) e degli Euganei (E).
Sistemi deposizionali (distretti) della pianura veneta. In rosso il limite del bacino scolante in laguna di Venezia. Legenda: B – pianura alluvionale del Brenta; P – pianura alluvionale del Piave; A – pianura alluvionale dell’Adige; M – pianura alluvionale del Musone; D – pianura costiera e lagunare; T – pianura alluvionale del fiume Tagliamento; Z – Alpi, Prealpi e colline moreniche.

Alta pianura
Nella porzione settentrionale del bacino si trovano due aree di alta pianura, corrispondenti alle porzioni apicali dei conoidi di Montebelluna e di Bassano, costituite da depositi ghiaioso-sabbiosi, rispettivamente, dell’alta pianura antica del Piave (pleistocenica, precedente all’ultimo massimo glaciale, sistema di paesaggio P1) e del Brenta (pleni-tardiglaciale, sistema B1). In entrambe le unità sono presenti suoli arrossati, con orizzonti argillici. Nella depressione tra questi due conoidi, colmata dai sedimenti del Musone (M) in età olocenica (pianura recente del Musone, M1 e M2), i suoli più diffusi sono decarbonatati, a tessitura fine e si fessurano nella stagione estiva per rigonfiamento e contrazione delle argille.
Fascia delle risorgive
Nella zona di transizione tra l’alta e la bassa pianura è situata la fascia delle risorgive (distretto R e sistema R1), dove la falda si approssima alla superficie. I suoli dell'area presentano una notevole variabilità, dovuta alla diversa granulometria dei sedimenti ma sono sempre caratterizzati da drenaggio limitante.
Bassa pianura del Brenta e del Piave
A sud della fascia delle risorgive è presente una vasta area di bassa pianura alluvionale, formata da depositi dei fiumi Brenta, Piave e Adige. Nelle porzioni di pianura alluvionale più antiche, di età tardiglaciale del Brenta e del Piave (sistemi B3 e P3), i suoli sono caratterizzati da una decarbonatazione più o meno spinta degli orizzonti superficiali e una successiva rideposizione dei carbonati in profondità con formazione di un orizzonte calcico, localmente chiamato “caranto”, a volte molto spesso. La morfologia della bassa pianura, sia antica (pleistocenica) che recente (olocenica), impercettibile se non attraverso lo studio del microrilievo, può essere differenziata in aree a dosso, aree depresse e aree di transizione; questa articolazione si accompagna a differenze nella granulometria e nel drenaggio dei suoli. Le aree più rilevate sono caratterizzate da suoli a granulometria grossolana e drenaggio buono mentre nelle superfici di transizione dominano i limi fini, con un drenaggio mediocre e con falda sempre presente entro 150 cm. Le aree depresse sono caratterizzate da suoli argillosi, con maggiori problemi di drenaggio.

Bassa pianura dell’Adige
L’area a sud del Bacchiglione è occupata dalle alluvioni più recenti dell’Adige (bassa pianura recente dell’Adige a drenaggio difficoltoso, A3). Le quote sono al di sotto del livello del mare e prevalgono le superfici depresse, a drenaggio difficoltoso e le aree palustri fluviali di recente bonifica. I suoli si sono formati su depositi a tessitura fine intercalati a materiali organici residui della vegetazione palustre, spesso in condizioni di saturazione idrica in prossimità della superficie, dando così origine a orizzonti scuri, ricchi in sostanza organica.
Aree costiere e lagunari
Nelle aree al margine della Laguna di Venezia (D3), per la maggior parte bonificate e sottoposte a emungimento meccanico delle acque, troviamo suoli formati prevalentemente su sedimenti di origine fluviale ma con problemi di salinità e di drenaggio; le tessiture sono per lo più limoso fini o limoso grossolane. Nelle zone costiere, quali il Cavallino o il Lido di Venezia (D2), i suoli si sono formati su recenti deposizioni sabbiose dei cordoni litoranei e non evidenziano differenziazione in orizzonti genetici, né decarbonatazione. Quest’ultima è invece presente nei cordoni dunali a sud di Chioggia (D1), più antichi dei precedenti, dove abbiamo il caratteristico alternarsi di dune sabbiose e aree di interduna con suoli ricchi di sostanza organica e drenaggio mediocre.


